Medici con l'Africa Cuamm

la salute è un diritto, battersi per il suo rispetto è un dovere

Dall’Angola al Mozambico

Il lavoro di Rossella con il Cuamm dall’Angola al Mozambico

Dall’Angola al Mozambico, dalla salute materno infantile alle malattie croniche non trasmissibili (MCNT), dai piccoli posti di salute persi nel mato angolano a centri sanitari e ospedali di riferimento.  Paese diverso e progetto diverso, ma sempre nell’ambito della salute, e sempre con il CUAMM. Mi chiamo Rossella, sono originaria della Val di Non, e da inizio 2023 lavoro in Africa col CUAMM.

In Angola, per quasi tre anni, mi sono occupata di malnutrizione e di salute sessuale e riproduttiva, prima nella provincia del Cunene e poi del Namibe. In Cunene, dove il CUAMM opera dal 2000, ho capito e fatto mio il modo di lavorare dell’organizzazione, rapportandomi con le popolazioni beneficiarie e collaborando con il sistema di salute nazionale; in Namibe ho poi riprodotto tutto questo, aprendo un nuovo ufficio e formando un piccolo team di colleghi locali. L’obiettivo è portare aiuto alla mamma, al bambino, o più in generale al paziente in difficoltà, questo sì, ma senza dimenticarci di formare le persone che lavorano al nostro fianco, perché sono poi loro a rendere sostenibile nel tempo tutto ciò che noi facciamo.

A fine 2025 ho concluso il mio periodo in Angola e, dopo un iniziale momento di incertezza, si è presentata una nuova opportunità: il Mozambico. Da marzo 2026 mi trovo a Maputo, la capitale del Mozambico, e gestisco un importante progetto su malattie croniche non trasmissibili (diabete, ipertensione e tumore al collo dell’utero). Il progetto è finanziato dall’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ed è implementato in consorzio con altre due ong italiane: AIFO e Comunità di Sant’Egidio. L’obiettivo è quello di fortificare il sistema di salute nazionale, nell’ambito delle MCNT, lavorando fianco a fianco in 20 unità sanitarie selezionate, divise su 3 diverse provincie: Maputo, Sofala e Quelimane. Pensando all’Africa, e alla salute, spesso ci si limita a pensare ad un certo tipo di malattie, dimenticandosi di altre…e così è successo a me, lo devo ammettere. Dopo 3 mesi di lavoro qui, divisa fra capitale e lavoro sul territorio, posso dire di essere molto colpita dai dati che stiamo raccogliendo, e dall’importanza delle azioni che il CUAMM porta regolarmente avanti da anni. Per citare appena un dato, ad esempio, delle donne che si sottopongono allo screening per valutare un’eventuale presenza di tumore al collo dell’utero, circa il 20% riceve una diagnosi positiva. Nei casi più semplici, le lesioni minori vengono trattate in giornata e la donna può tornare a casa tranquilla, mentre i più complessi vengono riferiti ad un’unità sanitaria di livello superiore, che riesce comunque a seguire la donna entro un mese dalla prima diagnosi. Il sistema sanitario nazionale, da solo, non ha le forze per fare tutto, ma grazie ad una collaborazione delle ONG presenti, e a progetti come quello che sto seguendo io, è possibile contribuire in modo significativo.

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